LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

giovedì 30 luglio 2009

Discriminazioni linguo-turistiche


Tra poche ore partirò (spero) per Parigi.
Andrò (spero) a Eurodisney.
Per fare la figa tecnologicamente parlando, ho comprato i biglietti on-line.
Una ragione di più per sperare di arrivarci,a Eurodisney.
Il prezzo, infatti, non è irrisorio.

Ieri, comunque, sono entrata sul sito, dal pc in Italia, e questo si è indirizzato automaticamente sulla versione italiana.
Ricordavo che,dalla Francia, avevo trovato un'offerta sui biglietti: tre giorni in due parchi al prezzo di due, per la "modica" cifra di 112 €.

Ho iniziato a spulciare l'area "biglietti" del sito, ma non l'ho più trovata, quell'offerta. Due giorni 112 €, tre giorni 139 €. Nelle offerte speciali, poi, niente da fare: ce n'erano altre, ma si trattava di trasferirsi nel parco (cose come 4 giorni al prezzo di 3 e 5 al prezzo di 4).

D'un tratto, pero', mi è venuto un dubbio amletico.

Sono andata sulla versione francese del sito.
E già nella prima videata campeggiava una scritta rossa: "Billet 3 jours au prix de 2!".

Se non altro posso decurtare 27 € dalle spese sostenute per conseguire il D.A.L.F....

martedì 28 luglio 2009

La ragazza dalla Punto blu


Guidavo tutta giuliva il westfalia che mio padre mi ha prestato per andare in ferie.
Particolare non indifferente, lo guidavo a Cuneo.
Dalla mia visione privilegiata sopraelevata, sorvolavo due corsie di preselezione, una per girare a sinistra, una per andare dritto.
Io dovevo andare dritto.
Sotto di me, raminga, avanzava a pochi centimetri dal suolo una Punto blu.
Arrancava nella corsia di preselezione per girare a sinistra.
Allora io mi sono affiancata a lei, nella corsia di preselezione per andare dritto.
Ma la Punto blu ha iniziato a divergere pericolosamente, avvicendandosi minacciosa alla fiancata sinistra del (non) mio mezzo (che speravo di conservare intero a dispetto del nome).
Dentro la Punto blu, non so come, ho visto una ragazza con gli occhiali e i cqpelli castani legati, che, dopo aver sterzato proprio all'ultimo istante, conscia della sua guida tipicamente cuneese, mi ha osservata con orrore misto a terrore attraverso le lenti.

Io, rassicurata dal mancato speronamento, ho continuato la mia strada a una velocità ultracunese.

La Punto blu è sparita all'orizzonte nel mio specchietto retrovisore.

Ho fatto una commissione, poi ero cosi' addormentata che ho pensato di andare all'Ipercoop a comprarmi una Redbull senza zucchero.
Mentre prendevo la rotonda per andare all'Ipercoop, ho visto due occhi sbarrati attraverso due lenti d'occhiale, e, tutt'intorno, c'era la Punto blu. La tipa della Punto blu stava prendendo anche lei la rotonda dell'Ipercoop.
L'ho lasciata passare, ché poi lei avrebbe rischiato di prendersi un infarto e io di prendermi la sua Punto blu nella fiancata.

Sono entrata all'Ipercoop, ho fatto un bel giro, ho incontrato uno che conosco, ho chiacchierato, e tutte le cose che si fanno all'Ipercoop, il che mi ha richiesto una bella ora.
Poi, ho fatto mezz'ora di coda alle casse, dietro carrelli stipati di pacchi pacchetti e pacchettini, con la mia lattina.
Poi, ho pagato alla cassa.
E la cassiera chi era?

La tipa della Punto blu.

lunedì 27 luglio 2009

ABBAcchiata


In questi ultimi giorni cannensi mi é venuta una folle frenesia da ultimi prestiti in biblioteca.

Ogni sera mi vedo uno o due film di Ozon, e il mattino dopo vado a sostituirli con altri uno o due film di Ozon.

In spiaggia cerco di leggere il piu' possibile i libri che mi rimangono.

Mi passo tutte le canzoni dei cd audio sul pc.

Installo tutti i videogiochi possibili.


Un lavoraccio atroce.


Venerdi', poi, sono andata in biblioteca per l'ultimo prestito.

I bibliotecari erano tutti dispiaciuti (o fingevano di esserlo), perché ormai ero diventata per loro come il caffé del mattino.

Pressoché onnipresente.

E poi, sempre puntuale, precisa, organizzata.


Tra le altre cose, ho preso un CD degli ABBA.

Sono andata a casa, l'ho piazzato nella radio, e l'ho ascoltato facendo una doccia.

Quindi, ho preso quel cd audio e gli altri due, uno di Cat Stavens e uno dei The Cardigans, e sono andata al pc per salvarmici le canzoni.


D'un tratto, non ho piu' visto quello degli ABBA.

Ho messo sottosopra tutta la casa.

Ho guardato sotto tutti i mobili.

Nel forno.

Nel frigo.

Nella pattumiera.

Ho preso il binocolo e ho perlustrato tutto il cortile, guardando dal quinto piano.

Ho perfino pulito, nella speranza di trovare il cd negli anfratti delle piastrelle.


Niente.


Disperazione: cosa diro' ai bibliotecari martedi' mattina?


Ieri sera, poi, c'era una musica a volume altissimo.

Tipo una festa.

E' normale che ci sia musica a volume altissimo trasportata dall'aria fino a casa mia, qui a Cannes.

Ormai ci ho fatto il callo.

C'é tutte le sere.

Ma ieri sera avevano una strana scaletta.

Anzi, piu' che strana, monotematica:


1. Ring Ring
2. Waterloo
3. I Do, I Do, I Do, I Do, I Do
4. SOS
5. Mamma Mia
6. Fernando
7. Dancing Queen
8. Money, Money, Money
9. Knowing Me, Knowing You
10. Name of the Game
11. Take a Chance on Me
12. Thank You for the Music
13. Summer Night City
14. Voulez-Vous
15. Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight)
16. I Have a Dream
17. Winner Takes It All
18. Super Trouper
19. One of Us
20. When All Is Said and Done


Tutte degli ABBA...

venerdì 24 luglio 2009

L'uomo vero



L'altro giorno mi é venuta la malaugurata idea di fare un post sull'uomo vero.


Ne é uscito un putiferio. Sopratuttto su Facebook, anche se non potete vedere tutti i commenti del mio feed.


E pensare che anche altri fanno post sull'uomo vero, e raccolgono ben 0 commenti negativi (anche zero positivi).





In ogni caso ho deciso.


Non faro' piu' post sull'uomo vero.

giovedì 23 luglio 2009

Antuizioni


Ci sono quei periodi in cui si hanno mille intuizioni al giorno, in barba all'intuizione al giorno dell'uomo medio, e ci si sente dei superuomini, e si nota proprio che le statistiche del proprio blog vanno alle stelle.

Altri giorni, invece, di colpo, tabula rasa.

Non é che non si abbiano intuizioni. Del resto, l'uomo medio ne ha. Ma non tutte le intuizioni sono adatte ai post. Anzi, molte sono delle vere antuizioni. Che sono le nemiche numero uno dei blogger. Ogni volta che si pubblica una detuizione, gli accessi hanno un calo verticale pari all'intensità della detuizione.

Non dipende tanto dallo stile. Lo stile, é una roba abbastanza stabile. O lo si ha, o non lo si ha, o lo si perde gradualmente, o lo si acquisisce lentamente.

L'ispirazione, invece, é d'un inaffidabile bestiale.
E' come l'ideal di Baudelaire: ti giri, ti rigiri ed eccola diventata una spleenetica antuizione ciucciahits.

Ma ora ho comprato il manuale del blogger: quello si', che scaccia le antuizioni.
Funzionerà bene quasi quanti i manuali per l'autostima o per trovare l'anima gemella.

mercoledì 22 luglio 2009

Legami subliminali tra film

L'altro giorno sfrugulavo i film della mediateca di Cannes, con quell'urgenza "da ultimi giorni".

Ho visto un film italiano che ha partecipato al festival di Cannes. Ho letto il regista, e il nome non mi ha detto nulla. Anzi, mi ha detto qualcosa, ma in una lingua a me sconosciuta. Sapevo che doveva piacermi, ma non sapevo perché.



Ho iniziato a vedere il film, e pian pianino, mi é venuto in mente un personaggio.
Un personaggio che non era il protagonista di quel film, era il protagonista di questo film.



Allora ho capito perché sapevo che il film mi sarebbe piaciuto.

martedì 21 luglio 2009

Sparizioni fondamentali


Quando guardo il mio blog, mi accorgo che, pian pianino, spariscono delle immagini.

E cosi', post bellissimi (o belli, o abbastanza belli) diventano semplicemente post incomprensibili.


Proporrei una giornata di sciopero contro la sparizione delle immagini dai blog.

lunedì 20 luglio 2009

Post polemico sugli italiani in Francia, per riequilibrare i post polemici sui francesi in Francia

Oggi é il mio penultimo giorno in hotel: non sarete piu' costretti a leggere i miei Spighotelpost.

Devo pero' assolutamente intervenire parlando della mia diretta esperienza in merito all'italiano tipico che entra in hotel.
Tutte le persone di quasi tutte le nazionalità fanno almeno tenui tentativi di esprimersi in francese, se non altro per dire un disarticolato "bonjour". Tocca a me rispondere loro che possono tranquillamente parlarmi anche in inglese o italiano, sperando, nel primo caso, che li capisca.

Gl italiani no.
Gli italiani arrivano e ti dicono: "Buongiorno, vorremmo una stanza doppia per 3 notti con tv, doccia, frigobar, con la colazione e, già che c'é, puo' anche darci una cartina e dirci dove possiamo andare in spiaggia e a cenare per modica cifra?".
Il mio caso é una sottospecie, in quanto la maggioranza delle altre receptionniste di Cannes sono francesi. Per esempio, quelle di questo hotel, non spiacciano una parola d'italiano.
Comunque, facendo riferimento al mio caso, rispondo loro in corrente italiano.
Loro, per nulla stupiti, finiscono di parlare, pagano e si installano in stanza.
Nella loro mente non transita il minimo dubbio sul fatto che non sia poi cosi' normale che qui qualcuno risponda loro in corrente italiano.

Sabato scorso, poi, ho vissuto un momento di pura estasi, in cui sono stata fiera di essere italiana.
Mi installo in reception dopo 2 giorni e mezzo di riposo: dopo poco tempo, scendono dalle scale alle mie spalle due esseri viventi, probabilmente accoppiati.
Lui si presenta come il tizio qui sotto, ma con una maglietta trasparente e un pentalone aderente in pelle, che il 18 luglio a 30 gradi non guasta mai.

Lei é una biondona sullo stile di questa ragazza, ma con gli occhi spenti e l'espressione di una triglia bollita, inguainata in un completo di jeans che se bevesse una sorsata d'acqua si strapperebbe lungo il percorso del liquido lungo l'intestino.


I due bofonchiano un suono incomprensibile.
Una specie di "ciao", ma, essendo in Francia, ho ritenuto di essermi sbagliata.
Ho comunque bofonchiato un "bonjour", tanto per utilizzare la PNL.

La biondona, che poco prima sicuramente si era indirizzata all'altra receptionniste direttamente in italiano, ricavandone una totale incomprensione, tra gli schizzi di saliva del suo chewing gum, dice al sul bello (si fa per dire): sta genia, manco é capace di salutare.

Io le rispondo, da lontano: Io in italiano so salutare, ma non mi aspettavo foste italiani.
Penso anche: siete voi che in Francia pretendete che la gente vi capisca e saluti in italiano.
Lo penso solo, perché sono già troppo occupata ad arrossire per la vergogna di essere italiana.

Dopo dieci minuti tornano, e mi biascicano due ciao scoloriti, a cui rispondo "Buongiorno", pensando che, tra l'altro, un "buongiorno" sia piu' comprensibile ed educato di un "ciao", sputato a denti stretti su un chewing gum.

domenica 19 luglio 2009

Troppi Gesu'


Ieri mattina c'era un sacco di vento.

Allora ho cambiato spiaggia.

Sono andata in un posto dove non ero mai stata.

C'era un sacco di gente che camminava sull'acqua.

Tanti Gesu'.

Pero' non avevano mica lo stile di Gesu'.

Incespicavano, scivolavano, si guardavano sotto i piedi (il che é impressionante, perché continuavano a galleggiare sull'acqua con un piede solo).


Pero' erano, in fin dei conti, troppi Gesu'.

In fin dei conti, Gesu' non aveva una montagna di sassi sotto i piedi quando camminava a filo d'acqua.

sabato 18 luglio 2009

Ritardo cosmico e conseguente disperato tentativo di recupero dello sciopero del 14 luglio

Ok, ok, sarà perché sono in Francia, sarà perché sono svampita, sarà per tutti e due i motivi, ma il 14 luglio mi sono persa la notizia dello sciopero dei blogger italiani.

Mi cospargo il capo di cenere e faccio sciopero oggi. So che non ha lo stesso valore.

venerdì 17 luglio 2009

Tradublog

L'altro giorno un mio collega mi ha detto che ha letto il mio blog.
"Super, il est super, il est terrible!!".

E "terrible" in francese, vuol mica dire terribile, vuol dire fighissimo, eccelso.

Infatti, quando qualcosa fa abbastanza pena, si dice che é "pas terrible".


La cosa strana, in tutto cio', é che il suddetto collega non capisce una mazza di italiano.

Gli ho chiesto come avesse fatto a leggerlo.

Lui mi ha risposto che, ovviamente, ha usato il traduttore di Google, e che scrivo un sacco bene.


Al che, sono andata a leggere il mio blog tradotto da google.

Praticamente, ogni post diventa una poesia di Catalano.

giovedì 16 luglio 2009

DNA "bunumas"


In questi giorni ho gravi difficoltà a digerire l'ultimo smacco dello stipendio ridotto di 300 euro mensili rispetto alle mie aspettative (e a quanto pattuito).

Avevo quasi deciso di fregare sui prezzi, per recuperare i miei 300 euro mensili.
Mi sono detta: se con le mie innate (?) capacità commerciali riesco a spuntare prezzi ancora piu' alti rispetto a quelli fissati dai già avidi proprietari, e se i clienti pagano in contanti, potrei trattenere la differenza a mo' di provvigione.

Ieri sono arrivati 4 tizi e li ho piazzati in una stanza da 95 euro. Poi, colta da irrefrenabile attacco di commercialità, ho detto loro che il prezzo sarebbe stato 100. Mi hanno buttato addosso 4 banconote da 20, e sono saliti in stanza, senza chiedere la fattura.

Io, come una perfetta caprona, ho preparato la fattura da archiviare, compilandola ben bene con i 100 euro, e l'ho pure detto alla capa.

Poi mi sono ricordata della mia idea.

Dopo un'ora.

(ndr: "bunumas", in piemontese, significa poveraccio, poco scaltro, onesto in modo imbarazzante, insomma, me)

mercoledì 15 luglio 2009

L.O.L.


Li vedete quei tipi con la parrucca nella foto?
Ecco, non hanno la parrucca.
Sono i loro capelli originali.

No, non siamo in presenza di esseri teletrasportati direttamente dagli anni '70; siamo a Parigi, nel film L.O.L., e questa é la moda degli adolescenti all'ultimo grido.

Se non altro, appena li ho visti, ho capito perché il titolo del film é L.O.L. (ndr Lot Of Laughts, che vuol dire un sacco di risate).

martedì 14 luglio 2009

Siete troppo felici?

Lo so che, tra di voi ,si nasconde gente felice, ma cosi' felice, da essere TROPPO felice.


Quando siete troppo felici, potete fare appello a lui:



Vi toglierà quella felicità di troppo, e lo farà con gran classe.

lunedì 13 luglio 2009

Quando uno decide di fare l'insegnante


E' bello quando uno decide di fare l'insegnante, perché ha tantissimo tempo libero.

Da quando ho deciso di fare l'insegnante, ho passato due anni a studiare notte e giorno.
Va beh, questo é il prezzo da pagare per avere tantissimo tempo libero dopo, mi sono detta.
Quando avro' finito la SIS mi faro' un viaggio, ma un viaggio, ...!!!...di tre mesi!

Questa é l'estate dopo la fine della SIS, che é coincisa, guarda caso, con la fine dei soldi.

La fine dei soldi ha provocato l'inizio di questo splendido lavoro in hotel, che mi ha assicurato due mesi bloccata a lavorare.
Correndo 2/3 volte a settimana a Ventimiglia per inviare raccomandate a USP e scuole varie, per correggere errori miei e loro (i moduli sono molto semplici da compilare).

Pero' in Francia pagano tantissimo.
Lo SMIC, il Salario Minimo Interprofessionale di Crescita, in Francia, é di 1.321,02 € lordi, cioé 1.037,53 netti. Questi soldi li prendono i lavapiatti eccetera.
Perché andare a lavorare in Italia per tozzi di pane in co.co.co. quando una receptionniste in Francia prende almeno almeno 1.300 € netti?
In effetti, al colloquio si erano stabiliti 1.300 € netti.
Il mio stipendio attuale é lo SMIC: 1.037,53 € netti.
Come un eccetera.
Come un lavapiatti.
Del resto, anche ai lavapiatti é richiesto conoscere tre lingue, saper operare in Excel, vendere camere obrobriose a prezzi vergognosi, and so on.

Gli stronzi, in Francia, sono stronzi come gli stronzi in Italia.
Solo che in Italia gli stronzi hanno piu' spazio di manovra, e, se sono datori di lavoro, possono assumerti in nero.
Anche non pagarti o quasi.
Qui no.
Per fortuna.
Qui gli stronzi sono stronzi fin dove la loro stronzaggine cozza contro la legge.

Se l'avessi saputo, sarei andata a lavare i piatti, almeno avrei avuto tempo per pensare alle mie nuvolette personali.

Per fortuna, mi consolo con l'idea che ad agosto andro' tre settimane (non sono mesi, ma pazienza) in Scandinavia.

Poi, lancio un occhio al sito del M.I.U.R., e scopro che dovro' passare dal 6 agosto a chissà quando attaccata al pc, pronta a fare ricorso se qualcuno avrà commesso qualche errore nell'inserirmi in graduatoria.
Probabilità che qualcuno commetta qualche errore: 99%.

E dopo Ferragosto?
Dopo Ferragosto ci saranno le assegnazioni.
Si andrà in quattro città diverse, due volte per città, una per la propria materia, una per l'ambito posto di sostegno ai portatori di handicap. Si parteciperà a delle specie di aste, governate da leggi iscritte in una normativa dello spessore del bicipite di Van Damme, in cui si spererà di procacciarsi una cattedra.

Ovviamente, si dovrà presenziare anche sul lettino di morte, che accquisterei in tal caso munito di rotelle e motorino. In caso di assenza, infatti, non si lavorerà.
Per quanto riguarda il lettino, ne ho già ordinato uno ai tempi della SIS, quando ho sostenuto sei o sqette della cinquantina di esami con 40 di febbre.
Infatti, quando uno decide di fare l'insegnante:
  • prima che entri di ruolo, puo' anche essere in fin di vita, ma deve sempre essere operativo;
  • quando, a 89 anni, entra di ruolo, puo' anche morire seduto alla cattedra, nessuno se ne accorge e lo stipendio (di 1.000 €) continuerà ad arrivare sul suo conto in banca fin quando qualche collega si accorgerà dell'odore di decomposto che emanerà il suo corpo e della sua scarsa vitalità.

Per le mie vacanze da neo-dott-prof, vorrà dire che, se non mi assegneranno né una cattedra, né un piacevole portatore di handicap, la vacanza me la faro' a settembre.

sabato 11 luglio 2009

Proibizionismo informativo

Essendo in Francia, mi passano per le mani giornali francesi.

L'altro giorno stavo leggendo un articolo su Berlusconi su un giornaletto gratuito.
Non é importante il titolo, né l'argomento.
Diciamo solo che l'argomento non era uno dei piu' amati da Berlusconi.
Leggevo, e notavo che c'erano scritte robe che noi italiani potremmo immaginare benissimo, ma non potremmo sapere, se non leggessimo mai giornali stranieri (cosa che, notoriamente, moltisssssimi italiani fanno GIORNALmente).
Infatti, ad un certo punto, nell'articolo, tradotto nientepopodimeno che da un articolo di Ezio Mauro, comparso su "The Guardian", Londra, c'era una cosa tremenda.

Ok, non ho resistito, ve l'ho linkato, l'articolo, cosi' potete ritrovare la cosa tremenda direttamente clikkando sul link sopra o su questo.

Ora, dato che non siete tenuti a capire tutti il francese, vi incollo il pezzo tremendo:

En Italie, il a obtenu une interdiction de publication.

E ve lo traduco anche: in Italia, ha ottenuto un DIVIETO DI PUBBLICAZIONE di certe notizie.

Il soggetto, ovviamente, é lui!

No comment.

venerdì 10 luglio 2009

Misteri alberghieri

In questo hotel si sta stretti.
Sono seduta in un loculo vero: le ginocchia sono conficcate nel cassetto della cassa (ogni volta che la apro mi viene un ematoma nuovo); i gomiti devo tenerli a filo del corpo, altrimenti sbatto contro la parete o contro la scala; se muovo la testa, mi incastro i capelli nella stampante, non funzionante perché priva dell'altrimenti costoso inchiostro.

In questo hotel ci si fa pungere.
Sotto il tavolino c'é una colonia estiva di insetti urticanti, che banchettano con i miei gambe, caviglie e piedi. I pantaloni e i piedi calzati e scarpificati dei guardiani notturni non danno loro troppa soddisfazione.

In questo hotel si fa la sauna turca.
C'é un'umidità del 79%, e si hanno puntati addosso quattro faretti a 27645 watt.
Ormai di notte continuo a sudare.
Tra poco andro' in ferie in Scandinavia. Sudero' ancora.

In questo hotel bevo per dimenticare.
Acqua.

Mi porto sempre dietro una bottiglia di plastica.

Da un po' di giorni, pero', ogni pomeriggio, quando arrivavo, la trovavo stappata dietro la reception.

PERCHE'?

Alla vostra creatività l'ardua risposta.
(poi magari ve lo dico)

giovedì 9 luglio 2009

De amore


Mi sono accorta che non faccio quasi mai post sull'amore.

Sarà perché l'amore é una roba troppo seria per una come me.

Una roba troppo iperuranica.

Preferisco scrivere cose piu' terra-terra, anzi, forse é meglio dire terra-aria.

L'amore é una roba aria-aria, troppo aerea per una come me.


Eppure la gente ha fretta di amare.

Riuscirci, poi, é un'altra questione.

mercoledì 8 luglio 2009

La compiaciuta perversione del problem creating e solving


Uno si mette li' e fa le cose come meglio gli sembra possano funzionare.

A volte, poi, si complimenta pure con se stesso. Si farebbe anche una calorosa stretta di mano da solo, non fosse che l'incastro tra la propria mano destra e la propria mano sinistra non funziona per niente bene. Bisognerebbe perlomeno avere due mani destre.

Le cose, pero', spesso, non hanno se stessi come destinatari, bensi' qualcun altro.
E a volte accade che questo qualcun altro non abbia la nostra stessa opinione sul nostro operato.

Cosi' ci ritroviamo sinceramente spiazzati.

A me sta cosa succede spessissimo.
Sono ancora li' che cerco di stringermi da sola la mano, quando mi arriva (dall'esterno) la gelida consapevolezza di aver sbagliato qualcosa.


E' li' che interviene la passione per il problem solving.
Già, perché un'altra delle mie compiaciute perversioni é combinare dei pasticci, e poi risolverli.
Piu' é incasinato il pasticcio, piu' é complicata la soluzione, piu' sono compiaciuta.

Anche in questo caso, non penso di essere l'unica.
Altrimenti, nella Banca in cui lavoravo, non ci sarebbe stata la piu' alta percentuale di clienti soddisfatti del servizio di soluzione problemi.

Unico neo, questo tipo di perversione dà un sacco di lavoro: per risolverli, i problemi, spesso bisogna prima crearli.
Anche se sovente c'é chi ci facilita il compito, e li crea per noi, in un accesso di gentilezza disinteressata.

martedì 7 luglio 2009

Androaquagym

Nella spiaggia dove vado a fare il bagno, di mattina presto c'é sempre un'invasione di pensionati, e, soprattutto, pensionate.

Dicono che la vita sia come una campana, e che da piccoli si sia come da vecchi.
Sono pienamente d'accordo con quest'affermazione. Forse l'ho detta proprio io.

Le pensionate della plage du midi fanno casino come una colonia di mocciosi dell'asilo a passeggio.
Invadono la spiaggia come un branco di cavallette.
Ora, invadono anche il mare, come il banco di meduse che ha preoccupato Corsica e dintorni a maggio. Là si credeva perfino che si trattasse di una grande macchia di petrolio. Il che sarebbe sempre stato meglio rispetto a una macchia di nonnine dedite all'aquagym.

Marciano compatte, calpestano tutto quello che incontrano, lasciando il vuoto dietro di loro, e hanno pure una capa: all'inizio, il fenomeno era isolato, e la capa tentava invano di corrompere le altre nonnine, porgendo loro dei tubi di simil-polistirolo.

Ora, non so bene che tecniche di marketing abbia utilizzato, ma dovevan oessere molto potenti. TUTTE le nonnine della spiaggia si sono organizzate: sono tantissime, sono attrezzatissime, e sono dappertutto.

Una volta arrivavo in spiaggia, controllavo che non ci fossero meduse, e se ce n'erano troppe, tornavo a casa.
Adesso arrivo in spiaggia, controllo che non ci siano meduse, e se ce ne sono troppe, torno a casa.
Poi, controllo che non ci siano nonnine che fanno aquagym: se ce ne sono troppe, torno a casa lo stesso, o, se mai cambio spiaggia.

lunedì 6 luglio 2009

Pesce-pacco

Un bel po' di tempo fa ero al ristorante.


Al tavolo vicino a quello dov'ero seduta c'era un truzzo italiano con la sua ragazza.
Il cameriere si é avvicinato a loro e ha preso le ordinazioni: lui ha richiesto la zuppa di pesce.

Quando é arrivato il piatto, ha iniziato a dire: "Ma i pesci dove sono?"
Poi, si é alzato in piedi e ha chiamato il cameriere.
Quest'ultimo ha spiegato in lungo e in largo, in francese, che il pesce era dentro la salsa, passato al frullatore, spezzettato.

Il truzzo, a parte che non capiva assolutamente nulla di tutto lo spiegone, anche se avesse capito, non avrebbe mai potuto capacitarsi del fatto che i francesi potessero rendere invisibile del pesce, che é cosi' prelibato, e meriterebbe per questo di essere mantenuto in bella vista.

Del resto, lui non occulta manco il tubo di scappamento della sua auto.
La modestia e la non-ostentazione non sono le sue specialità.

Infatti si é alzato, ha lanciato il tovagliolo appallottolato sul tavolo, ha preso a braccetto, anzi, quasi sottobraccio, stile baguette, la sua stupefatta ragazza, e se n'é andato urlando.
Senza pagare.

domenica 5 luglio 2009

Lezioni di educazione civica

Ieri é successa una cosa strana.

Insomma, strana non troppo, ma sono cose a cui io, cunese nel DNA, non sono mica abituata.


Sono entrati in hotel due ragazzi intorno ai 17-20 anni, e mi hanno chiesto una camera per 3-4 persone.
Ho detto che ce n'era solo una per tre, e che costava 95 €.
Loro mi hanno detto che la camera per tre sarebbe stata perfetta.

Sono usciti e hanno chiamato due compari.
Mi hanno detto con aria sorniona: "Tranquilla, siamo quattro, ma lui é un nostro amico di Cannes, dorme a casa sua".
"Certo, certo", ho risposto, "intanto pagate quattro tasse di soggiorno e tenete presente che c'é una poltrona: spendete, con le tasse, 24.55 € a testa, cosa che mi sembra possa andare".
E loro mi guardavano, e dicevano va beh, e io a spiegare che non sono l'unica che lavora qui dentro, e che per 0.80 centesimi di tasse é meglio far presente che si é quattro.

Educazione civica per tipi delle superiori, sono proprio irrimediabilmente deformata.

Loro hanno pagato, facendo un caos tremendo, quindi sono entrati tutti in stanza.

Io mi sono messa a sistemare le innumerevoli carte e scartoffie e i soldi.

Dopo dieci minuti, uno dei quattro é sceso e mi ha chiesto se potevo dare loro del sapone, perché non ce n'era. Non capita di rado che manchi il sapone nelle stanze. Di solito rispondo che non ho accesso all'area dove ci sono le saponette, ma stavolta ho deciso di sbattermi e, pur non avendo accesso all'area saponette, ho detto loro che avrei provveduto.
Ho deciso, infatti, di recuperare il sapone in un'altra stanza.

Per sicurezza, non so perché, dato che non lo faccio mai, oltre a chiudere a chiave l'hotel prima di salire, ho anche preso la mia borsa con il portafoglio.

Ho consegnato le saponette, e uno dei quattro ragazzi mi ha aperto e mi ha ringraziata, augurandomi buona continuazione ed eccellente serata.
Gentile.
Troppo gentile.

Sono scesa, ho aperto la porta, e ho subito controllato, non so perché, dato che non lo faccio mai, quanti soldi ci fossero nella cassa.
Mancavano 42 €.

Ho richiuso la porta, ho ripreso la mia borsa, ci ho infilato dentro i biglietti della cassa, sono risalita, ho bussato alla porta e ho detto ai ragazzi: "Datermi i 42 €, forza".
MMi sono appoggiata al muro con le braccia conserte, facendo guizzare i miei muscoli piatti da sogliola al vapore.
Loro sono caduti dal pero.
"Peccato", ho detto loro, "che siate gli unici in questo hotel oggi. Cascate davvero male. Io e voi eravamo gli unici qui dentro e ho appena avvertito il guardiano notturno, che abita qui dietro ed é un ex buttafuori a due ante."
Il finto buttafuori l'ho aggiunto non per sfiducia nei miei muscoli guizzanti da sogliola al vapore, ma per sicurezza.

Mi hanno ridato i soldi.
Io ho detto loro, con fare minaccioso e braccia sempre incrociate: "E' questo il ringraziamento per essere stata gentile con voi e avervi piazzati in quattro in una stanza da tre a poco prezzo, eh?".

Allora uno dei quattro mi ha allungato un euro.
Non si sa mai.
Un euro sarà parso loro il prezzo per la mia corruzione.

Chiusa la porta, ho sentito il proprietario della carta di credito disperato, che insultava il ladro, che gli chiedeva cosa cavolo gli fosse passato per la testa, che stava quasi per piangere, o, in alternativa, tirargli un cazzotto sui denti e iniziare una mega-rissa con conseguente distruzione di hotel degna dei migliori Rolling Stones ai tempi d'oro.

Quando sono scesi, tutti costumati per la spiaggia, ho detto loro: "E ricordate che ho nome, cognome, indirizzo e numero di carta di credito SUA", puntando minacciosamente il dito ossuto sul paciarotto possessore della carta.
Lui mi ha detto: "Ma io non sapevo, non volevo, é uno dei miei amici, non so che gli ha preso, noi non lo sapevamo, ma adesso lo drizziamo".
Io ho risposto: "Le amicizie, la prossima volta, sceglitele meglio".

Poi sono andata a farmi una Coca-cola light con l'euro guadagnato.

sabato 4 luglio 2009

Speed 3: il matrimonio

Si é tanto parlato di girare Speed 3.
Si valutava se far recitare di nuovo Keanu Reeves.

Ma il 20 giugno 2009 si é cambiata idea.
Del resto, Keanu Reeves era morto nell'episodio 2, era un bel casino farlo resuscitare.

E cosi' si é assunta come attrice protagonista la signora che vedete nella foto, dietro agli sposi e ai loro parenti intenti a farsi fotografare dal dispendiosissimo fotografo ufficiale.

Lei é cosi' speed che proprio non ce l'ha fatta, ad aspettare che finissero le foto, prima di scopare via il riso dal sagrato.

Del resto, é di Dronero...

venerdì 3 luglio 2009

Poltrone con vista

Ero a Nizza, al Nice étoile, un centro commerciale pieno di negozi e negozietti, che solo a vederli stancano.
Infatti, per chi si stanca anche solo a vedere i negozietti, ci sono un sacco di poltrone.
Passavo, e c'era una fila di poltrone davanti a una colonna.
I tizi erano tutti seduti con sguardo fisso sulla colonna.
Mi sono chiesta quale magnificenza nascondesse la colonna.
Forse un film d'epoca.
No. Solo il retro della colonna.
Bianco.

giovedì 2 luglio 2009

Can che abbaia rompe


C'é stato un giorno della mia vita in cui, non chiedetevi come, non chiedetevi perché, e non chiedetelo manco a me, che non lo ricordo piu', mi sono ritrovata a dover redarre un giornalino veterinario su alcune malattie dei gatti e dei cani (leucosmaniosi o nomi simili) in francese.

Ero là che mi concentravo per trovare un titolo accattivante per un articolo sulla leucosmaniosi canina (che, già di per sé, accattiva a morte, o come accattiva!).

Leggendo l'articolo in italiano, ho visto che i ricercatori esitavano, andavano a tentoni, non sapevano che pesci pigliare.

Allora mi é venuto il titolone: BASTA MENARE IL CAN PER L'AIA!

Beh, non era il massimo del massimo, ma manco la leucosmaniosi era il massimo del massimo, e neppure il lavoro era il massimo del massimo, dato che in pochi giorni avevo scoperto fin troppo bene il significato della parola nonnismo (e ne avrei fatto a meno).

Il punto forte del titolo era proprio il CAN, dato che si parlava di una malattia canina.
So che l'avete capito, lo spiego a me stessa, perché in questi giorni ho carenza di lucidità.

Allora ho preso il dizionario ITALIANO-FRANCESE e ho cercato la traduzione del modo di dire.

E il titolo si traduceva in: IL FAUT ARRETER DE TOURNER AUTOUR DU POT.

In francese menare il can per l'aia si dice girare intorno al palo, o al vaso (come dicevo, ho poca lucidità, comunque é uno dei due, forse palo é poteau, non pot, e poi c'é la poterie che é l'arte di fare vasi, quindi quasi di sicuro é vaso).

E cosi' mi é sparito il CAN, e sono stata fregata.

mercoledì 1 luglio 2009

Meduse


Meduse non é solo il titolo di un film.

E' anche l'elemento in cui mi sono immersa ieri mattina, quando ho fatto la mia solita traversata a nuoto.

Il difficile era zigzagare evitandole tutte, ché ora si sono date da fare evolutivamente, e nuotano pure veloce, quasi piu' di me (anche se ci vuole poco).

E cosi', invece di godersi il bello che c'é, uno nuota tutto spaventato, con il collo ritorto verso l'alto, sempre sul chi va là, senza mai abbassare la guardia, ché se no un medusone lo punge e poi sono cavoli amari.


E' la vita.